La ricerca storica

MIPA è stata certamente la protagonista della riscoperta e dell’evoluzione del settore della graniglia di marmo, coniugando eccellenza artigianale con qualità industriale.

Con passione e determinazione, nonché attraverso la condivisione di un progetto culturale che vede quotidianamente coinvolti tutti i membri dell’azienda, ha contribuito alla portare alla riscoperta di questa tipologia di materiale all’interno del mercato attuale.
Per ottenere questo risultato MIPA ha compiuto una preliminare e ricca indagine storica, recuperando presso antiche aziende in disuso o presso artigiani sparsi per la penisola, una collezione di divisionali originali (ovvero gli stampi per il colaggio delle piastrelle in graniglia) necessari per realizzare quei pavimenti decorati che tanto tempo prima avevano arricchito prestigiose dimore.

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Allo stesso tempo avvia anche la ricerca materica, cercando di riscoprire, attraverso il confronto con gli anziani artigiani, i segreti degli impasti, ovvero quelle ricette storiche i cui ingredienti base erano acqua, grani e polvere di marmo, cemento, ossidi coloranti.
Oggi MIPA può affermare con orgoglio di essere riuscita a riportare agli antichi fasti la graniglia, seguendo il percorso della ricerca storica e affinando le tradizionali procedure di lavorazione cercando di migliorare ogni giorno il risultato tecnico, estetico e qualitativo finale della propria produzione.
Ogni giorno gli impasti liquidi, vengono colati nei divisionali in bronzo che riproducono la forma del decoro, creando ogni volta pezzi unici, impercettibilmente diversi l’uno dall’altro, e quindi assolutamente originali, e riportando così alla luce di volta in volta forme, linee e colori dalle radici antiche.

Riscoperta e ricollocata da MIPA in quella posizione di prestigio che aveva da tempo perso nella memoria nazionale, la graniglia ha reso possibile la ristrutturazione coerente ed il restauro conservativo di pavimenti e immobili d’epoca eleganti e prestigiosi sia da un punto di vista architettonico che storico culturale.

Per citarne solo alcuni:
l’Ex Collegio S. Marco e Proprietà Comunali a SIENA;
l’Istituto Beata Vergine Maria a ROMA;
Il Convento Frati Cappuccini di S. GIOVANNI IN ROTONDO (FG);
la Chiesa Giubilare di GUARDIA PIEMONTESE (PZ);
l’Università Cattolica del Sacro Cuore a MILANO.

In questo modo non solo un patrimonio culturale di valore mondiale è stato preservato dall’oblio ma anche reintegrato come protagonista dell’evoluzione della storia e del gusto contemporaneo.

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